La zattera di Medusa
GĂ©ricault
La zattera di Medusa
Didascalia fot1818-1819 MdL Paris

il movimento


I primi fermenti di questo nuovo modo di fare arte risalgono al Salon del 1859, dove furono evidenti l'inizio della crisi della pittura di storia e l'affermarsi della pittura di paesaggio e di scena. I Salon, esposizioni biennali nella Parigi ottocentesca, erano i detentori del potere in campo artistico. Realismo e impressionismo si assumeranno il ruolo di forze destinate a ribaltarne i canoni estetici, conquistandosi il privilegio di diventare i protagonisti del nuovo. Ma fino a quando questo non accadrà, la scena e dominata dall'arte "pompier", aggettivo con cui si alludeva in senso ironico agli aspetti retorici di un'arte ufficiale, aspetti individuati nei copricapi, simili ai caschi dei pompieri, con cui si era soliti dipingere accademicamente gli eroi dell'antichità.

Nell'arte "pompier", l'arte delle accademie, l'accento è posto sulla riflessione culturale, sulla perfezione tecnica, sull'imitazione delle opere degli antichi maestri: tutti coloro che aspiravano a vedere un loro quadro esposto al Salon dovevano aver studiato e copiato i classici, in particolar modo a Roma, capitale indiscussa dell'arte antica. La scena è dominata da grandi opere di soggetto storico e mitologico, dove l'ambizione è legata all'ampiezza del formato e il talento all'abbondanza delle citazioni. Scrive Baudelair "un pennello che diserta la pittura per l'archeologia, che sostituisce il divertimento di una pagina erudita alle gioie della pittura pura".

Fra coloro che espongono al Salon del 1859 è presente, con un piccolo quadro di paesaggio, un pittore destinato a diventare il decano del movimento impressionista: Camille Pissarro, giunto a Parigi nel 1855 dalle Antille Francesi dove era nato. Nello stesso periodo altri artisti destinati a diventare famosi si incontrano all'Accademie Suisse e nell'atelier del classicista Gleyer e iniziano a frequentarsi: Edgar Degas, Claude Monet, Paul Cézanne, Alfred Sisley, Auguste Renoir, Frederic Bazille, solo per citare i più noti. Tutti cercheranno di partecipare al Salon del 1863 e, respinti, esporranno le loro opere nel "Salon des Refuses", voluto da Napoleone III per accogliere gli artisti "refuses", esclusi dalla manifestazione ufficiale.

Il Salon des Refuses fu dominato dallo scandalo provocato dall'opera di Manet Dejuner sur l'erbe, stroncata dalla critica e dal pubblico per il soggetto ritenuto indecente, ma tutta la manifestazione fu una vera catastrofe. Folle di curiosi, sobillati dalla stampa conformista, visitarono il Salon des Refuses scoppiando in risate irrefrenabili e manifestando il loro disprezzo in ogni modo. Scriveva il giornalista Astruc "Bisogna essere due volte forti per reggersi sotto la tempesta di idioti che piovono qui a milioni e sbeffeggiano tutto a oltranza".

Il rapporto tra gli artisti "nuovi" e la giuria del Salon, già difficile, diventa a questo punto conflittuale; le marine di Monet hanno successo al Salon del 1865, ma l'anno successivo Cezanne e Manet vengono esclusi dalla rassegna. Il primo chiede senza successo il ripristino del Salon des Refuses, e l'analoga richiesta fatta da Bazille nel 1867 viene anch'essa respinta, Manet, da parte sua, decide di esporre i suoi quadri in un capannone a Place de l'Alma.
In realtà, i giovani artisti, all'inizio, non volevano rompere con il passato. Volevano si proporre temi e linguaggi nuovi, ma all'interno delle vecchie istituzioni, cioè del Salon. Solo la pesante resistenza, l'ottusa opposizione della vecchia cultura, della cultura accademica, li spinse a rompere definitivamente con le istituzioni, a scegliere la via dell'emancipazione. Solo Manet continuò sulla vecchia strada, riuscendo con alterne fortune ad esporre alcune opere al Salon. Nel 1873 viene costituita la "Societè Anonyme Coopérative des Artistes Peintres, Sculpteurs et Graveurs".

Ma chi furono i precursori dell'impressionismo, chi furono gli artisti da cui la generazione successiva preso lo spunto per esplorare nuove vie nell'arte? Figure di primo piano furono senza dubbio gli artisti della scuola di Barbizon, cioè quei paesisti che dipingevano nella foresta di Barzbizon: Théodore Rousseau, Camille Corot, Charles Françoise Daubigny, -Jean-Françoise Millet. Poi ci furono i pittori di marine: Eugène Boudin e Johann Barthold Jongkind, molto importanti per la formazione di Monet. Ci furono poi dei compagni di strada degli impressionisti, artisti della stessa generazione come Whistler e Fantin-Latour.

Si può quindi affermare l'impressionismo fu una corrente pittorica sviluppatasi in Francia alla fine dell'Ottocento, nata dal rifiuto delle tradizioni pittoriche contemporanee, a soggetto classico o sentimentale, e dello stile promosso dall'Accademia delle Belle Arti di Parigi, stile tecnicamente meticoloso e incentrato sul lavoro in studio.

I pittori impressionisti invece, collocato il cavalletto sulle rive della Senna o in mezzo ai campi inondati dal sole, studiavano con passione il plen air, tentando di restituirne cromaticamente l'esplosione di colori.
I principali artisti appartenti a questa corrente furono Frederic Bazille, Edgar Degas, Edouard Manet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Caillebotte,Cèzanne, Cassat, Seurat e Gauguin, ma molti altri, seppur meno noti, parteciparono a questa rivoluzione artistica.
Vincent Van Gogh, sebbene si avvicinò al movimento impressionista nel suo breve, ma fecondo, soggiorno parigino, viene annoverato tra i post impressionisti.
Fu proprio un dipinto di Monet, Impression Soleil Levant, ad aver dato il nome all'impressionismo, termine coniato in senso dispregiativo dai critici dell'epoca per significare il senso di immediatezza, di impressione, in contrapposizione con i canoni formali dei pittori accademici.
Tradizionalmente l'Accademia imponeva i modelli ai quali tutta l'arte francese avrebbe dovuto uniformarsi e promuoveva le esposizioni ufficiali del Salon di Parigi, attraverso le quali tali modelli venivano diffusi presso il grande pubblico.
Gli impressionisti rifiutarono questi dettami, preferendo dipingere paesaggi, scene di strada e aspetti della vita quotidiana invece che episodi attinti alla classicità o alla storia aulica, o ancora improntati al sentimentalismo tardo romantico allora in voga. Scelsero di dipingere all'aperto piuttosto che in studio, interessati agli effetti della luce naturale più che al disegno esatto e alla descrizione dei dettagli.
I pittori accademici definivano e modellavano le forme con estrema precisione, graduando attentamente le sfumature di colore e il chiaroscuro; gli impressionisti, invece, osservando come la luce dissolva i contorni e rifletta i colori quasi scomponendoli, stendevano sulla tela brevi pennellate di colore puro, giustapponendo i colori primari (rosso, giallo e blu) in modo che si mescolassero nella percezione visiva solo da una certa distanza, e ponendo in contrasto i colori primari con i complementari (verde, viola e arancio) per esaltarne reciprocamente l'intensità. In questo modo ottenevano una luminosità maggiore di quella solitamente prodotta mescolando i colori prima di applicarli alla tela.

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Didascalia fot1818-1819 MdL Paris