le Scuole


Moltissimi professori, e in ogni caso i piu celebri, avevano aperto studi fuori dall'Ecole, nei quali preparavano i candidati ai concorsi per entrarvi: una fonte di redditi non trascurabili. Tra questi c'erano Couture, Gleyre, Gerome, Bonnat, e molti impressionisti erano passati dai loro studi. Per far piacere ai suoi genitori Manet aveva scelto di entrare nello studio di Couture, illustre autore del quadro Remains de la decadence, una specie di mascherata classicheggiante. Follemente vanitoso e arrogante, Thomas Couture era l'incarnazione dell'artista arrivato, onorato, premiato, adulato... e convinto che tutto questo non bastasse. Pensava che gli altri pittori del suo tempo fossero semplicemente degli imbrattatele, a cominciare da Delacroix, che definiva un «plagiario incapace e un mostro», fino a Ingres, che associava nel suo disprezzo al capo della scuola romantica. Contro Courbet sferrò gli attacchi piu vili, con un disegno intitolato Le realiste, nel quale si vedeva un imbrattatele intento a dipingere una testa di porco posata su un busto antico. Accanto a lui, un litro di vino incominciato e un bicchiere erano un pesante riferimento alla sua ispirazione. Pubblicando questa ignominia, «L'Illustration» commentava: «Nulla di piu arguto e di piu caustico, nulla di "piu Couture", se così posso esprimermi. Couture, artista militante, che non disdegna di mettere un'idea in un quadro (...) Con questo dipinto, si e vendicato di tutto quanto ha dovuto soffrire per il realismo letterale, brutale e invadente».

II motto di Couture era «ideale e impersonalita», che si sforzava di trasmettere ai suoi numerosi allievi, costringendoli a un disegno minuzioso, obbligatoriamente elegante. Poi un giorno, nel 1863, chiuse il suo studio, avendo deciso di tenersi lontano dal mondo dell'arte. Da quel momento smise di esporre, accontentandosi di vendere i suoi quadri agli americani attratti da Romains de la decadence. Per occupare il tempo scriveva saggi astiosi, in cui criticava tutti i buoni pittori della sua generazione. Quando mori, nel 1879, a dispetto della corte idolatra che lo circondava, era gia dimenticato.

Stranamente Manet trovò una buona intesa con questo pallone gonfiato che — sembra paradossale — rendeva la vita facile ai suoi allievi, essendo sprovvisto della sprezzante intransigenza degli altri pontefici.

Rimase per sei anni nel suo studio, senza piu pensare di entrare all'Ecole.

Per Couture invece le cose non andarono sempre lisce con questo allievo, che fin dal principio aveva contestato l'insegnamento accademico. Tra di loro litigavano come fachiri, per poi riconciliarsi. Quando, per fargli dispetto, Monet fece posare un modello in abito da città invece di sommergerlo di pepli antichi secondo la tradizione, Couture disse una sola battuta, che credeva ironica: «Lei non sarà mai altro che il Daumier del suo tempo». Ma la frecciata non suonò maligna a Manet, che, grande ammiratore di Daumier, ne fu lusingato.

la scuola di Gleyre
la scuola di Gleyre
L'Académie Suisse
L'Académie Suisse