Ecole des Beaux-Arts


Quando gli impressionisti iniziano il loro apprendistato, la pittura francese è ancora dominata dall'Académie des Beaux-Arts. Fondata nel 1664, dopo le profonde riorganizzazioni volute da Napoleone, l'Académie è diventata una sezione dell'Institut ance, guidata da quaranta membri eletti a vita. Questi selezionano i giovani pittori, li accolgono nei loro studi privati e li preparano per il concorso d'ammissione all'Ecole des Beaux-Arts, il fulcro del sistema educativo nazionale. Creata nel 1645 da Colbert con lo scopo di porre le basi per una gestione e un controllo diretti dell'arte e degli artisti da parte dello Stato, anche l'Ecole ha subito radicali trasformazioni con Napoleone e durante la Restaurazione è diventata una tappa quasi obbligata per tutti i giovani artisti che desiderano davvero fare carriera. Chi riesce a superare il selettivo esame di ammissione segue un programma di studi particolarmente severo e rigoroso dal punto di vista tecnico, anche se poco approfondito culturalmente e soprattutto poco aperto all'inventiva e all'interpretazione personale.

Simbolo dell'Ecole è il suo grande atrio, affollato da statue greche e romane, che sei vono come modello per i corsi di disegno, in assoluto la materia più importante di tutti i piani di studio. I più meritevoli si spartiscono i premi assegnati nelle numerose gare di abilità, organizzate ogni anno, in particolare il Prix de Rome, il più ambito e prestigioso. Teoricamente è aperto a tutti i francesi tra i quindici e i trent'anni, ma in realtà solo gli studenti dell'Ecole, esentati dalle prove preliminari, hanno qualche possibilità di vincerlo. La prova finale consiste nel realizzare un dipinto su tela (grande circa 1,5 x 1,2 metri), su un tema scelto dai membri dell'Institut de France, tratto dalla storia antica o dalla Bibbia. I candidati hanno 36 ore per elaborare un disegno dettagliato nei minimi particolari e 70 giorni per eseguirlo sulla tela. I vincitori trascorrono cinque anni all'Accademia Francese di Villa Medici a Roma: studiano e copiano le opere romane e rinascimentali e inviano periodicamente i loro lavori a Parigi, affinchè i professori dell'Ecole valutino i progressi compiuti durante il loro soggiorno.