Ritratto del dottor Paul Gachet
van Gogh
Ritratto del dottor Paul Gachet
1890, Museo d'Orsay, Parigi
amici

Paul Gachet

(1828 - 1909)

Medico della Compagnia delle Ferrovie del Nord, era al tempo stesso pittore ed incisore. Firmava le sue opere "Paul van Ryssel".

Il dottor Gachet viveva ad Auvers, probabilmente questa scelta era stata dettata da svariati motivi. Prima di tutto il fascino di quel piccolissimo villaggio, le cui case dai tetti di tegole scure salgono a ripiani su una collina sovrastante l'Oise, una posizione che da molto tempo ispirava i pittori. Vi erano andati Corot e Jules Dupré, e dal 1860 anche Daubigny vi aveva trovato casa, oltre a un chiatta-studio, il "Bottin", ormeggiata sull'Oise. Daumier finiva i suoi giorni a Valmondois, in una casetta che gli era stata data da Corot.
Il dottor Gachet che abitava in una gran casa a due piani, un ex pensionato per fanciulle ristrutturato come dimora borghese. Il medico, la cui moglie era morta di tubercolosi, viveva lì con i suoi due bambini, una governante e un reggimento di gatti e cani, oltre a una capra e una tartaruga...
Il dottor Cachet, un uomo dalla personalità avvincente, era legato agli impressionisti fin dai tempi del Guerbois, e in particolare a Pissarro, cui lo avvicinavano i comuni ideali socialisti. Alto, magro, i capelli rossi e i tratti mefistofelici e in più agitato da una specie di ballo di san Vito, aveva, come Bazille, studiato contemporaneamente medicina e arte. Questo l'aveva portato a frequentare la Brasserie des Martyrs, poi il Guerbois e La Nouvelle Athènes, dove le sue opinioni sarcastiche erano apprezzate. Pur continuando a fare incisioni, e raggiungendo in questo campo una grande perizia che gli permise di dare lezioni di acquaforte a Cézanne e più tardi a Van Gogh, aveva fatto anche una brillante carriera di medico. Di una attività prodigiosa, era al tempo stesso medico della Compagnia Ferroviaria del Nord e medico ispettore delle scuole della città di Parigi. Faceva anche parte di numerose associazioni di medicina, di storia e di letteratura. Questa febbrile attività era coronata dallo studio della chiromanzia.
Sul piano della medicina era all'avanguardia della terapeutica del suo tempo e curava i suoi malati omeopaticamente. Daumier, Renoir, Cézanne, sua moglie e suo figlio e l'intera famiglia di Pissarro furono, a varie riprese, suoi pazienti.

Il dramma di Van Gogh
Ad Auvers, dove andava a passare i week-end, il dottor Gachet riceveva gli impressionisti condotti da Pissarro e gli indépendants che, pur senza aderire ai concetti degli impressionistì, erano anche loro fautori della pittura en plein air. Cachet ebbe una parte notevole, non solo come ospite dei pittori, ma anche come collezionista. I suoi mezzi non gli consentivano di essere un mecenate, ma aiutava spesso gli artisti in difficoltà, acquistando loro dei quadri. Nei riguardi di Cézanne il suo appoggio fu provvidenziale nel periodo in cui questi, non osando confessare a suo padre l'esistenza di Hortense e del bambino, doveva mantenere la famiglia con i 200 franchi del suo mensile di scapolo.

Il dottor Cachet pagava poco - in ogni modo allora gli impressionisti non erano ancora apprezzati - ma comperava di frequente, e raccolse una collezione mirabile che, insieme con quelle di Choquet, Caillebotte e Faure, fu una delle più vaste in fatto di pittura impressionista. Né Choquet né Faure, per ragioni differenti, pensarono di lasciare le loro. raccolte allo Stato. Tuttavia con la collezione Caillebotte, i doni fatti da Paul Gachet, figlio del medico, hanno largamente contribuito ad arricchire il museo del Jeu de Paume e poi quello d'Orsay. Grazie a queste donazioni successive, quest'ultimo è diventato, dopo la Fondazione Van Gogh di Amsterdam e il museo Kroller Muller di Otterloo, il museo che in tutto il mondo offre il maggior numero di opere di Van Gogh. Il cinema, la televisione e le riviste hanno rievocato infinite volte il soggiorno di Van Gogh in casa del dottor Gachet, dal maggio al luglio del 1890, quando il pittore, ancora una volta, attraversava un periodo di crisi per il matrimonio del fratello Théo e la nascita di suo nipote. Rendendosi conto della necessità di allontanare il fratello da Parigi, su consiglio di Pissarro Théo si era rivolto al dottor Gachet. Pissarro sapeva che il medico s'interessava di malattie mentali e pensava che avrebbe potuto avere un'influenza benefica su Vincent. Infatti il dottor Gachet con i suoi discorsi e con la sua terapia, che consisteva soprattutto nel consigliare all'ammalato di pensare unicamente alla sua pittura, contribuì a restituire un certo equilibrio allo sventurato. Ma un giorno, il 27 luglio, in assenza del medico, Van Gogh si sparò in pieno petto. Si può pensare che se fosse stato ad Auvers il medico avrebbe saputo dissuaderlo dal darsi la morte, o almeno avrebbe potuto curarlo efficacemente. Ma quando ritornò era troppo tardi.



Ritratto del dottor Paul Gachet
van Gogh
Ritratto del dottor Paul Gachet
1890, Museo d'Orsay, Parigi